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MEMORIA PRENATALE: E SE AVESSI UN GEMELLO DI CUI NON CONOSCO L'ESISTENZA?

2023-01-23 17:06

Viola Lisino

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MEMORIA PRENATALE: E SE AVESSI UN GEMELLO DI CUI NON CONOSCO L'ESISTENZA?

E se anche io avessi un gemello scomparso? Circa il 10% delle gravidanze sono multiple, ma solo l’1% di esse termina con la nascita di gemelli.

 

 

 

 

 

 

 

 

Sei figlio unico e hai sempre pensato a quanto ti sarebbe piaciuto avere un fratello o una sorella? Oppure i tuoi genitori hanno avuto diversi figli oltre te, ma tu senti comunque la mancanza di un fratello/sorella che non c’è?

 

Devi sapere che circa il 10% delle gravidanze sono multiple, ma solo l’1% di esse termina con la nascita di gemelli.

 

Ma partiamo da un breve cenno di anatomia e fisiologia.

 

Alla nascita, le due ovaie contengono circa 400mila ovociti – cellule riproduttive femminili – e rappresentano una riserva non rinnovabile. Infatti, durante la vita fertile di una donna – dal menarca alla menopausa – ogni mese iniziano a maturare più di 20 follicoli, ma solitamente solo uno arriva al termine della maturazione, rilasciando un ovocita che, una volta fecondato dallo spermatozoo, dà origine allo zigote terminando la sua maturazione.

 

Per molto tempo si è quindi creduto che la donna avesse una sola ovulazione con liberazione di un solo ovocita e, in rari casi, di due ovociti contemporaneamente. Per accertarsi dell’ovulazione si ricorreva alla misurazione della temperatura – nei giorni di ovulazione la temperatura corporea si alza di circa 0,3 gradi… ancora non si sapeva di predisposizioni genetiche che favoriscono la maturazione simultanea di più ovociti e che questo fenomeno aumenta con l’aumentare delle sostanze inquinanti alle quali siamo sottoposti ogni giorno.

 

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Ma perché parliamo di gemelli e in particolar modo di “sindrome del gemello sopravvissuto”?

 

Avevamo introdotto questo argomento nell’articolo dedicato al Blue Monday – grande tecnica di marketing che ha avuto sino ad oggi il suo seguito – ma non sono del tutto da sottovalutare le emozioni sconfortanti che vengono associate al terzo lunedì di gennaio perché può essere uno stato d’animo che in alcune persone si presenta spesso, se non quotidianamente.

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Cosa succede nello specifico? 

 

La perdita del gemello può avvenire durante la vita intrauterina e non esclusivamente dopo il parto, ciò fa sì che il gemello che sopravvive viva il suo primo e grande dolore legato al lutto del/della fratello/sorella – di cui talvolta non si accorge neppure la mamma in quanto presenta delle lievi perdite di sangue.  

 

Quindi la morte del gemello probabilmente corrisponde a un programma di sopravvivenza tale per cui il feto “più debole” viene abortito oppure riassorbito dalla placenta. E poiché i feti iniziano a sviluppare un accenno di orecchio già a partire dalle prime settimane dopo il concepimento e due mesi dopo il cuore è completamente sviluppato, si parla di "memoria prenatale" – studi scientifici recenti hanno rilevato una straordinaria predisposizione relazionale del feto; infatti già all’interno dell’utero, il bambino inizia a creare schemi inconsci di comportamento che poi si porterà dietro per tutta la vita. Questo vuol dire che il feto è in grado di memorizzare e provare emozioni già nella pancia della mamma... Quindi, quando i movimenti e il battito dell’altro gemello diminuiscono fino a cessare del tutto, si genera un grande shock emotivo nel gemello che continua a vivere.

 

Il gemello che sopravvive, nasce tendenzialmente senza sapere di esserlo – magari nemmeno i genitori lo sanno – e così per gran parte della sua vita ci sarà la possibilità che senta un profondo vuoto dentro di sé che genererà in lui un senso di solitudine implacabile, la ricerca di qualcosa che nemmeno lui conosce ed emozioni contrastanti tra di loro –  per esempio provare tristezza e sensi di colpa anche nei momenti di gioia. Potrebbe presentare inoltre un malfunzionamento di alcuni organi oppure manifestare grandi stati di angoscia in attacchi di panico e paure – tra cui quella della morte – senza un motivo apparente. Attenzione: soffrire di problemi non vuol dire necessariamente aver perso un gemello.

 

Quindi, come intervenire per sciogliere il nodo emotivo? 

 

Ecco 6 consigli per affrontare questa perdita:

 

  1. fare ricerche rispetto al proprio passato, documentarsi su com’è stata vissuta la gravidanza da parte della mamma (e tutta la famiglia) per attestare una possibile perdita del gemello;
  2. fare riferimento a un professionista olistico che si occupi di discipline energetiche e che possa supportarti in questo processo di consapevolezza
  3. fare un ciclo di 6 trattamenti di Reiki Umanistico, potente strumento volto al riequilibrio energetico ed emotivo della persona;
  4. farsi formulare una miscela ad hoc di rimedi floriterapici (fiori di Bach, italiani, australiani, californiani, essenze combinate ecc.);
  5. farsi formulare una mix aromaterapico per il riequilibrio del Chakra del Cuore;
  6. farsi suggerire i cristalli più adatti ad elaborare le emozioni distoniche che si presentano nel quotidiano.

 

Conoscevi la sindrome del gemello sopravvissuto?

La prossima settimana pubblicherò un nuovo articolo in cui parleremo di Reiki Umanistico, troverai nuovi e interessanti spunti di riflessione!

 

 📩 Se hai piacere, rispondi a queste domande, ci rifletteremo insieme:

- Ti sei mai chiesto come sarebbe stata la tua vita con un/una fratello/sorella che non c'è?

- Hai mai provato angoscia e senso di solitudine? In quali periodi dell’anno?

 

Se desidere approfondire questo argomento in una consulenza personalizzata perché ti ritrovi in ciò che hai letto contattami qui

 

Ti leggo nei commenti 🌸 

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